Dice che devo scrivere un pezzo per MangiaCassette, sono assai emozionata: e adesso di cosa parlo? Ci penso su poi arriva La notizia: i Daft Punk “quelli con il casco” si sono sciolti (di nuovo). Quei due giovanotti francesi hanno deciso di appendere i loro caschi al chiodo.

Duo iconico transgenerazionale, maggior esponente della French House, che con soli quattro album ha segnato ventotto anni di musica grazie a brani che sono scolpiti nella memoria di ciascuno di noi; con suoni ripetitivi e monotoni, ma mai noiosi. In effetti da un punto di vista stilistico non hanno mai composto qualcosa di rivoluzionario, ma quelle note campionate in stile funky, elettronica e a volte hip hop con spruzzate di dance unite a video epocali sono davvero delle pietre miliari della storia della musica contemporanea. Se a tutto questo uniamo anche il groove aggiunto da tutte le collaborazioni avute negli anni, abbiamo la ricetta di un cocktail di quelli che non si dimenticano più; come quelli che a diciotto anni abbiamo bevuto per la prima volta e che ricordiamo con nostalgia.

Più o meno questo ho pensato quando ho letto del loro scioglimento.

E vogliamo parlare del video geniale con cui hanno accompagnato la notizia?

In parte ripreso da Daft Punk’s Electroma, il lungometraggio da loro prodotto nel 2006, ecco Epilogue: otto minuti, deserto, scambio di sguardi attraverso l’immancabile casco e poi all’improvviso l’esplosione di uno dei due mentre in sottofondo risuona Touch e compare la scritta con due date 1993 – 2021; come se fosse un vero epitaffio.

Non c’è che dire:  i due ci sanno fare.

Come detto la discografia non è imponente: gli album registrati in studio sono solo quattro spalmati in un tempo lunghissimo. Homework è del 1997 e contiene Da Funk, brano con chiari riferimenti all’elettronica degli anni ’80, di fatto l’imprinting di quella che sarà la caratteristica del duo francese; una ripetizione quasi spasmodica di un ritmo sempre ciclicamente uguale e per questo molto difficile da dimenticare.

Ma il pezzo che più rappresenta questo stile è Around The World: un beat box martellante e un basso potentissimo ne fanno un successo mondiale. A proposito di “Intorno Al Mondo”, indimenticabile è il video diretto da Michel Gondry. Un gruppo di ballerini robot su una pista da ballo che riprende un vinile che gira appunto Around The World e ogni robottino segue il suono di uno strumento che suona, creando una suggestione pazzesca che porta chiunque lo guardi a muoversi seguendo il ritmo.

Se non ci credete provate.

Discovery è del 2001: se dico Harder, Better, Faster, Stronger voi sorridete, vero? Dopo quattro anni abbiamo Human After Hall, forse il loro disco meno potente e con pezzi più maniacalmente ripetitivi, ma a detta dei due cascuti francesi fu composto con maggior fretta e minore abnegazione. I nostri due guaglioni hanno bisogno dei loro tempi, si sa.

Infatti nel 2013 arriva Random Access Memory. È di certo il lavoro che meglio rappresenta la filosofia musicale dei Daft Punk e che vede parecchie collaborazioni come quella con Pharrell Williams in Get Lucky.

Da allora il silenzio, a parte qualche colonna sonora e alcuni featuring.

Forse lo scioglimento era nell’aria o forse è una trovata pubblicitaria per far ancora parlare di loro.

Certo è che la loro musica fa parte della storia e anzi, allego una playlist dei loro brani più belli.

Preparate da bere.

MaRo

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