Ma voi quanti gruppi o musicisti cinesi conoscete? Io pochissimi e fanno quasi tutti Post-Rock. I Wang Wen sono i più conosciuti, attivi dal 1999, di fatto tra i pionieri globali della seconda ondata di Post-Rock; quella strumentale fatta di muro di suono, riverbero, distorsione, pezzi di dieci e più minuti, eccetera. Oggi però vi parlo dei Summer Fades Away. Questo gruppo strumentale era attivo all’inizio degli anni ‘10, periodo in cui ha prodotto un album e un EP, entrambi bellissimi, poi silenzio per oltre una decade. All’inizio del 2025 è finalmente uscito Endless: a mani basse il disco Post-Rock dell’anno.
Il punto è che i Summer Fades Away non fanno niente di nuovo, niente di originale, niente che non si sia già sentito centinaia di volte in un genere che fatica a innovare, ma lo fanno così bene che non importa. Questa volta c’è spazio anche per un paio di pezzi vocali che spezzano il ritmo rendendo il disco più digeribile, ma i momenti migliori sono senza dubbio quelli in cui tolgono il freno a mano e si lanciano nelle distorsioni, nel riverbero, nei chitarrismi emotivi magici. Con loro c’è sempre stato anche un forte elemento post-classico che ritorna anche su Endless. I MONO sono il gruppo a cui li accosto più facilmente, ma senza l’orchestra e con meno violenza sonora, quindi forse non sono poi così simili? Sni, nel senso che ci trovo una vicinanza filosofica rispetto al gruppo giapponese, anche se poi fanno cose abbastanza diverse sotto il profilo più pratico. Se amate il Post-Rock strumentale, amerete i Summer Fades Away.