Dopo le piazze di questo autunno, l’elezione di Zohran Mamdani a sindaco di New York è stato il secondo evento a ridarmi un po’ di speranza per il futuro della nostra specie. Certo, sono cose che potrebbero spegnersi così come si sono accese (le piazze, e un po’ sta già succedendo, ma nulla ci dice che non riusciremo a riaccenderle), o che potrebbero rivelarsi una promessa non mantenuta (Mamdami), o uno strano caso isolato (sempre Mamdami). Però, per ora, godiamocele. E impariamo.

In questo libro edito dalla casa editrice di Altreconomia (mensile che, al contrario di quelli che “spiegano le cose bene”, non ha paura di prendere posizioni scomode riuscendo a fare eccellente informazione e interessanti inchieste) si racconta la sua travolgente campagna elettorale, le sue promesse, come pensa di mantenerle, e si prova a prendere nota di una serie di lezioni che potremmo portare a casa nostra.

Nel carosello trovate tre paginette con i concetti che ho trovato più interessanti, ma la cosa che più mi piace evidenziare di Mamdami è una: il sorriso. Noi siamo sempre incazzati neri, non importa da quale parte guardi: la destra perché ha bisogno di creare un nuovo nemico ogni due giorni, e la sinistra perché il mondo fa oggettivamente schifo. Però si può cercare di vedere il bello dello schifo in cui siamo, guardare al potenziale, puntare a quello che potrebbe essere, che dovrebbe essere, e parlarne con gioia. Senza fare sconti a nessuno, ma con sempre in mente dove si vuole arrivare, e sorridere. Io sono il primo a non farcela, e no, l’umorismo macabro e il ridere per non piangere non contano; qua si parla di vera gioia. Roba da visionari di questi tempi, ma quel genere di visionari che ci piacciono un sacco.

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